Trent’anni fa usciva il mio primo lavoro di narrativa: “Cieli di pietra. La vera storia di Amé Gorret”. All’epoca girai le sacrestie della Valle d’Aosta per ricostruire la storia di un uomo eccezionalmente lungimirante sul piano sociale e reazionario nelle questioni di fede. Ribelle, vagabondo, un prete scomodo. Primo salitore del Cervino dalla cresta del Leone e ultimo tra gli ultimi. Una grande storia. Il libro era esaurito da molto tempo e adesso ritorna nelle edizioni Le Château con un nuovo titolo: “Amé Gorret. La vera storia dell’orso della montagna”.
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